Ponza – Le vostre immersioni a Ponza con Oceania Team

Ponza, la meta delle escursioni con Oceania

L’Isola di Ponza è più grande dell’arcipelago Ponziano (o Pontino) che comprende anche le isole di Palmarola, Zannone,  Gavi, Ventotene e Santo Stefano ed è situata al centro del Mar Tirreno, di fronte al promontorio di San Felice Circeo da cui dista circa 18 miglia.

Appartiene alla provincia di Latina, nel Lazio. Sull’isola ci sono due centri abitati: Ponza e Le Forna dove ci sono le celebri piscine naturali ed il porticciolo dove Oceania fa spesso base.

Ponza si estende su una superficie di 7,5 km² ed è quasi completamente montuosa: dominata al centro dai monti Core (201 m), Tre Venti (177 m) e Pagliaro (177 m), raggiunge la massima altitudine con i 280 m del monte Guardia, posto all’estremità meridionale dell’isola.

L’isola di Ponza è uno dei luoghi di vacanza più belli d’Italia per chi ama il mare e le immersioni. Le sue coste sono frastagliate e per lo più rocciose, composte da caolino e tufi, a dimostrazione (insieme con i numerosi crateri vulcanici spenti ma tutt’oggi riconoscibili) dell’origine vulcanica dell’isola. La presenza di grotte sottomarine e di scogliere richiamano ogni anno migliaia di appassionati subacquei per immersioni su fondali ricchi di fauna e di flora variopinta, oltre ovviamente a bagnanti, che prediligono la celebre spiaggia di Chiaia di Luna (a sud-ovest) circondata da un’alta scogliera a picco sul mare o il Lido di Frontone (a Est) raggiungibile solo in barca,. Famosi sono anche la Scogliera e i Faraglioni di Lucia Rosa, che prendono il nome dalla protagonista di una tragedia realmente accaduta nel XIX secolo. Lucia Rosa era una giovane donna di 19 anni, innamorata di un povero contadino e per questo motivo il loro matrimonio era osteggiato dalla famiglia: la ragazza, disperata, si suicidò gettandosi dall’alta scogliera, che venne ribattezzata in suo nome dagli abitanti del posto.

La forma dell’isola è stretta e allungata, e si estende dal Faraglione La Guardia, a sud, alla Punta dell’Incenso, a nord-est, che dà sulla vicina Isola di Gavi; quest’ultima è separata da Ponza da un braccio di mare di appena 120 metri.

Le immersioni a Ponza con Oceania vengono effettuate nei punti di immersione elencati nella pagina delle immersioni.

Ponza, un’isola ricca di storia

L’isola di Ponza è popolata fin dal Neolitico, ma i suoi principali centri nacquero sotto la dominazione dei Volsci. Occupata in un primo tempo dai Fenici, che l’adibirono a scalo commerciale, nell’VIII secolo a.C. fu colonizzata dai Greci, cui è attribuibile un ipogeo funerario e, secondo numerosi storici, l’acquedotto di Le Forna. Anche il nome deriverebbe dal greco antico Pòntos, Πόντος o Pontia, Πόντια, ossia «mare».

Nel 312 a.C. giunsero i Romani che destinarono Ponza per lo più a luogo di confino, ma anche di villeggiatura. Restano infatti rovine di ville romane, la più famosa delle quali è posta sulla Collina della Madonna e risale al I secolo d.C., nonché di un acquedotto, di vasche (tra cui le Grotte di Pilato) e di una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, il cosiddetto Bagno. Negli anni ottanta inoltre fu scoperto il relitto di un’antica galea romana, probabilmente naufragata nel I secolo d.C., che trasportava vasellame e provvigioni alimentari. La tradizione vuole che in epoca romana le sia stato attribuito il nome, in onore del governatore di Giudea Ponzio Pilato, ma Strabone, che già la chiamava Pontia definendola isola dei Volsci, è morto prima che Ponzio Pilato fosse governatore della Giudea.

Sono stati proprio i Romani a lasciare le impronte più significative come le Grotte di Pilato,  un complesso di caverne scavate a livello del mare nella parete rocciosa a Sud-Est del porto e presumibilmente a servizio della Villa Imperiale di Ottaviano Augusto i cui resti sono tuttora visibili alla base della collina della Madonna. Nel 1997 nelle Grotte di Pilato furono rinvenute una statua in marmo raffigurante probabilmente un Apollo o un Dionisio ed alcune lampade ad olio. Le Grotte di Pilato erano utilizzate come allevamento di pesci ed in particolare di murene, pesce considerato sacro dai Romani per le funzioni propiziatorie ad esso attribuite, per questo motivo le Grotte di Pilato sono anche dette Murenaio Sacro.

Il ritrovamento di reperti votivi fa comunque supporre che le Grotte di Pilato fossero utilizzate anche per funzioni religiose.

Oceania Boat Facebook

Naui Logo

CMAS Logo

ANIS Logo